Indagini omicidio suicidio a Cecchina: escluso coinvolgimento terzi

Indagini omicidio suicidio a Cecchina

Indagini omicidio suicidio a Cecchina: le due donne erano solite litigare. Escluso coinvolgimento terze persone

Sono partite subito le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Castel Gandolfo, in merito alla morte di due donne, avvenuta domenica sera intorno alle 20: si tratta della 43enne Saliha Marsli e della figlia, la 18enne, Yasmine Seffahi, la cui morte sembra però esser stata già facilmente individuata.

Indagini omicidio suicidio a CecchinaSecondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe stata proprio Saliha ad uccidere, con un coltello da cucina, la figlia di soli 18 anni di età: un coltello che la donna avrebbe sferrato all’altezza della gola, lasciando così la ragazza riversa sul pavimento della cucina, in una pozza di sangue. Poi, si sarebbe recata in camera da letto ed avrebbe appiccato il fuoco utilizzando degli stracci imbevuti di un liquido infiammabile, ed infine si sarebbe gettata dal quarto piano del palazzo. A lanciare l’allarme sono stati alcuni cittadini del piccolo comune, che hanno indicato la presenza delle fiamme in quell’appartamento ed hanno così chiamato immediatamente i soccorsi.

Le indagini, che sono condotte dal comandante Emanuele Tamorri, sembrano evidenziare l’assenza di responsabilità da parte di terze persone.  Secondo le ricostruzioni dei vicini, le due donne erano spesso solte litigare, e pare che alla base di questa tragedia vi sia stato proprio l’ennesimo litigio.

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