Il Parco Nazionale del Circeo si trova lungo la costa del Lazio meridionale, in provincia di Latina, e si estende nel territorio dei comuni di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e Ponza. Istituito nel 1934, occupa una superficie di circa 8.500 ettari e comprende il promontorio calcareo del Circeo, la duna litoranea, la Selva di Circe (ultimo lembo di foresta planiziale), quattro laghi costieri e l’isola di Zannone.

Il Circeo è un massiccio calcareo isolato che un tempo era una vera e propria isola, questa sua natura geologica determina una divisione climatica netta. Il versante esposto a sud, il Quarto Caldo, è il regno della macchia mediterranea xerofila, qui le piante devono resistere al sale e alla siccità. Basta però scavalcare la cresta per entrare nel Quarto Freddo, dove l’esposizione a nord e l’ombra perenne hanno creato un ambiente quasi appenninico, con faggi e roverelle che crescono a pochi metri dal mare.

Ai piedi del monte si estende la Selva di Circe, l’ultimo lembo della foresta di pianura che occupava le paludi pontine prima delle bonifiche. Il suolo qui è argilloso e crea le cosiddette piscine, depressioni naturali che raccolgono l’acqua piovana. Si tratta di un ecosistema complesso dove il ristagno idrico permette la sopravvivenza del frassino ossifillo e di una biodiversità che non troveresti in nessun’altra parte d’Italia.

Sentieri del Circeo: il trekking verso il Picco di Circe

Salire sul Picco di Circe lungo il sentiero 750 richiede preparazione e calzature adeguate. Non lasciarti ingannare dalla quota di soli 541 metri, il percorso è classificato per Escursionisti Esperti (EE) perché si sviluppa su un fondo di roccia calcarea tagliente e spesso instabile.

L’attacco del sentiero si trova in località “Le Crocette”, a circa 167 metri di quota. Da qui inizia una salita che si sviluppa quasi interamente sulla spina dorsale del promontorio. La prima parte attraversa una fitta macchia mediterranea che scherma il vento, ma man mano che si sale la vegetazione si dirada, lasciando spazio alla nuda roccia calcarea.

Dal punto di vista della progressione, il sentiero presenta una pendenza media elevata con tratti di “roccette” dove è necessario appoggiare le mani. Il calcare del Circeo è particolarmente insidioso: l’erosione carsica ha reso le pietre affilate e irregolari, creando un fondo instabile dove il rischio di distorsioni è costante. La sezione più complessa è l’ultimo terzo dell’ascesa, dove la traccia si fa più esposta e corre lungo il filo di cresta; qui, sebbene non ci siano difficoltà alpinistiche vere e proprie, chi soffre di vertigini potrebbe trovarsi in difficoltà.

Il problema principale non è quindi la pendenza, ma la natura della roccia, il calcare del promontorio reagisce male all’umidità marina, diventando estremamente scivoloso anche senza pioggia. Durante la discesa, lo stress sulle articolazioni è notevole a causa del pietrisco mobile. In cima, la visuale che si pare sulle isole Ponziane e sulla duna di Sabaudia vale tutto lo sforzo.

Come arrivare e come muoversi nel Parco del Circeo

Se scegli di andare in auto, la via d’accesso principale rimane la Strada Statale 148 Pontina. È un’arteria trafficata e spesso rallentata dai cantieri, quindi il consiglio è di puntare verso l’uscita per Sabaudia o San Felice con un buon margine di tempo. Una volta arrivati, consigliamo di sfruttare le aree di sosta periferiche e utilizzare le navette che portano al centro città o noleggiare una bicicletta. Questo perché, soprattutto nei weekend, i parcheggi sul lungomare di Sabaudia sono limitati e costosi. Se preferisci il treno, la stazione di riferimento è Priverno-Fossanova, sulla linea Roma-Napoli, all’uscita bisogna prendere un bus del servizio Cotral che portano a Sabaudia in circa 25 minuti. Questa combinazione è ideale per chi vuole visitare la Selva o i laghi, ma meno pratica per chi punta ai sentieri del promontorio, che restano più distanti dai capolinea dei bus. In generale, la bicicletta resta il mezzo più intelligente per muoversi tra i cinque ecosistemi, perché il territorio è pianeggiante, le distanze sono contenute e si evitano le code estenuanti che si formano lungo l’unica strada che costeggia il mare.

Consigli pratici: quando andare e cosa portare?

Il clima del Circeo è influenzato da un’umidità persistente che arriva dai laghi e dalla foresta, rendendo alcune stagioni decisamente più indicate di altre. La primavera è il momento d’oro, la fioritura della macchia mediterranea sul versante sud è uno spettacolo botanico e le temperature sono perfette per affrontare il Picco senza soffocare.

L’autunno è altrettanto valido, specialmente per chi è interessato al birdwatching nei laghi di Fogliano e Caprolace, quando le prime rotte migratorie portano migliaia di esemplari nelle zone umide. L’estate, al contrario, va gestita con intelligenza, bisogna evitare assolutamente i sentieri di cresta tra le 11:00 e le 16:00, perché il riverbero della roccia calcarea trasforma il promontorio in un forno naturale.

Per quanto riguarda l’attrezzatura, non farti ingannare dalla vicinanza delle spiagge. Se l’obiettivo è il trekking, serve uno scarpone con una suola a mescola dura o, almeno, una scarpa da trail con un grip aggressivo. Nello zaino non deve mai mancare una scorta d’acqua generosa, dato che non troverai fonti lungo i percorsi, e una mantellina antivento leggera perché sul monte le correnti sono forti e lo sbalzo termico dopo la sudata della salita può essere fastidioso.

Infine, se decidi di visitare la Selva o passeggiare vicino ai laghi, portati un repellente per gli insetti. L’umidità attira soprattutto le zanzare che potrebbero essere particolarmente fastidiose e renderti l’esperienza meno piacevole.

Domande Frequenti (FAQ)

Si paga un biglietto per entrare nel Parco del Circeo?
No, l’accesso al Parco Nazionale del Circeo è gratuito. Gli unici costi possono riguardare i parcheggi comunali nelle zone balneari o eventuali servizi privati di trasporto verso l’Isola di Zannone e le visite guidate specialistiche.
È possibile portare i cani nel Parco del Circeo?
L’accesso è consentito al guinzaglio nella maggior parte dei sentieri. Tuttavia, esistono restrizioni rigide per le zone di protezione integrale come la duna litoranea e alcuni settori della Selva, per non disturbare la fauna selvatica.
Quanto è difficile salire sul Picco di Circe?
Il sentiero 750 è classificato come EE (Escursionisti Esperti). Nonostante la quota modesta, il fondo di roccia calcarea irregolare e i tratti esposti sulla cresta richiedono passo fermo e calzature tecniche.
Si possono visitare le grotte del promontorio?
Le grotte marine sono accessibili solo via mare con imbarcazioni autorizzate. I siti archeologici terrestri, come Grotta Guattari, sono protetti e solitamente accessibili solo tramite visite guidate organizzate dal Parco.
Qual è il periodo migliore per il birdwatching?
I momenti ideali sono l’autunno e la primavera, in corrispondenza delle rotte migratorie. I laghi costieri (Fogliano, Monaci, Caprolace e Sabaudia) offrono i migliori punti di osservazione.
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